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Abu Dhabi: droni autonomi si sfidano in pista

di Redazione

29/01/2026

Ph credits: A2RL

Uno degli esperimenti più affascinanti degli ultimi anni quello che si è concluso in questi giorni ad Abu Dhabi, che ha visto concludersi un campionato di racing disputato da soli droni autonomi. Si tratta del campionato A2RL, iniziativa che ha utilizzato lo sport per testare le possibilità dei software sviluppati da diversi produttori di droni.

Già da anni il drone racing si è aggiudicato una fedele nicchia di appassionati, dando vita a campionati in Italia così come nel mondo. In diverse occasioni le tecniche che permettono di sfrecciare tra i gate con grande prontezza di riflessi sono state usate per addestrare algoritmi e software di machine learning da impiegare nei settori più disparati.

L’esperienza di Abu Dhabi ha visto compiere il passo successivo, con una gara dove i droni erano completamente autonomi: nessun radiocomando, nessun pilota a bordo pista, solo algoritmi che prendono decisioni in tempo reale a velocità estreme.

Le diverse gare erano pensate per testare le possibilità di diversi sitemi di visione artificiale, controllo e pianificazione e gestione delle traiettorie e velocità. Le competizioni hanno esplorato principalmente le possibilità del software rispetto all’hardware, dettando dunque una standardizzazione dei setup dei droni autonomi difficilmente richiesta nelle competizioni puramente sportive.

L’equipaggiamento dei droni era piuttosto minimale con una singola camera RGB monoculare frontale e un’unità di misura inerziale. Tecnologie come LiDAR, visione stereo, GPS o sistemi di posizionamento esterni erano vietate. Questo ha reso ogni differenza di prestazione direttamente attribuibile alla qualità degli algoritmi e alle strategie di controllo sviluppate dai team.

La sfida più rappresentativa in questo senso è stata l’AI Speed Challenge, pensata per misurare le prestazioni autonome “pure” su una pista libera da interferenze. In questo contesto, TII Racing ha fatto segnare il miglior tempo assoluto con un giro completato in 12,032 secondi, seguito da MAVLAB con 12,832 secondi.

Ad Al MAVLAB è spettata invece la Multi-Drone Gold Race, mentre FLYBY ha vinto la Silver Race, dimostrando solidi sistemi di evitamento delle collisioni e pianificazione dinamica.

Tuttavia, se i racer umani temono di essere rimpiazzati, possono tirare un sospiro di sollievo: nel round Human vs AI il campione mondiale di FPV Minchan Kim è riuscito a battere l’algoritmo, dimostrando la superiorità dell’adrenalina ai circuiti stampati.

Secondo Stephane Timpano, CEO di ASPIRE, il dato più rilevante resta la crescita complessiva del livello tecnico. Un segnale chiaro che le corse autonome stanno diventando un laboratorio maturo per lo sviluppo di sistemi UAV intelligenti, con applicazioni che vanno ben oltre le competizioni.

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Aggiornato il 02/05/2026

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