Per le imprese agricole europee quella di specie invasive da altri continenti è divenuto un problema ricorrente e, negli ultimi tempi, sta crescendo la minaccia di infestazioni di Halyomorpha Halys, o cimice asiatica, un parassita che colpisce soprattutto il settore dell’ortofrutta.
Ma la soluzione a questa sfida si trova nell’agricoltura 4.0, grazie all’efficacia dell’uso di droni guidati dall’intelligenza artificiale per debellare le infestazioni. Questo quanto emerge dai risultati del progetto Haly.ID, portato avanti dalle Università di Perugia, Modena e Reggio Emilia.
La ricerca ha dimostrato come sia possibile integrare droni, visione artificiale e modelli neurali avanzati per monitorare e contrastare la cimice asiatica. Utilizzando una fotocamera con zoom ottico montata su un drone DJI Matrice 300, infatti, i ricercatori hanno rilevato le cimici adulte e analizzato la gravità dell’infestazione tramite reti neurali.
I dati possono essere utilizzati per agire in tempo sulle colture, agendo in maniera precisa e tempestiva. Il vantaggio primario, è quello di coprire grandi aree in poco tempo, identificando le cimici senza bisogno di attrarle artificialmente in trappole o di fare affidamento sul rilievo visivo.
L’automazione del processo inoltre riduce il carico di lavoro degli operatori e permette analisi più frequenti, facilitando la raccolta continua di dati utili per monitoraggi epidemiologici a lungo termine. Questi benefici si aggiungono alla capacità del drone di operare senza disturbare l’ambiente, consentendo un monitoraggio sostenibile e ad alta precisione.
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Aggiornato il 12/02/2024
