Di fronte alla sfide climatiche l’agricoltura è uno dei settori che più spesso utilizza la tecnologia dei droni come alleato strategico. Ma se la maggior parte dei progetti riguardano il monitoraggio e l’adattamento delle strategie ai fenomeni climatici, in Cina si sperimenta l’uso di droni per causare la pioggia lì dove tarda ad arrivare.
Parliamo della tecnica del cloud seeding, già molto nota ed utilizzata tanto in Cina quanto nelle aree più aride del Medio Oriente, che prevede l'”inseminazione” di nuvole già esistenti e con precise caratteristiche favorevoli, con polveri in grado di attirare a sé abbastanza molecole d’acqua da creare delle gocce ed innescare le precipitazioni.
L’ultima sperimentazione di questa tecnica nell’arida regione cinese dello Xinjiang, ha visto il coinvolgimento di una flotta di droni che ha incrementato del 4% le precipitazioni in un’area vasta oltre 8.000 chilometri quadrati in un solo giorno, grazie a circa un chilogrammo di ioduro d’argento.
L’operazione, condotta dall’ingegnere Li Bin della China Meteorological Administration (CMA), ha impiegato droni di medie dimensioni, che hanno effettuato quattro voli consecutivi raggiungendo un’altitudine di 5.500 metri sopra le praterie di Bayanbulak. Il risultato: oltre 70.000 metri cubi d’acqua supplementare, equivalenti a 30 piscine olimpioniche.
Tre metodi di analisi hanno confermato l’efficacia dell’intervento. Gli spettrometri hanno mostrato un aumento del diametro medio delle gocce d’acqua da 0,46 mm a 3,22 mm. Le immagini satellitari hanno rilevato un raffreddamento delle nuvole fino a 10 °C e un innalzamento della loro altezza di circa 3 chilometri, tutti segnali di una maggiore attività meteorologica. Inoltre, un confronto con dati climatici degli ultimi 50 anni ha evidenziato un incremento stimato delle precipitazioni pari a 78.200 metri cubi, cioè un +3,8% rispetto alle medie storiche.
Attivo dal 2021 questo progetto integra 24 stazioni meteo automatizzate con satelliti e droni in un sistema avanzato, capace di eseguire operazioni climatiche mirate in tutte le stagioni. I vantaggi principali dell’uso dei droni includono maggiore sicurezza operativa, controllo preciso e possibilità d’intervento su scala tridimensionale.
E tuttavia come per tutte le tecnologie, non mancano i limiti e i rischi. Innanzitutto il cloud seeding non è sempre possibile e fenomeni di siccità più gravi, caratterizzati dall’assenza di nuvole, non potranno essere risolti da questa tecnologia. Cosa più importante: gli studiosi non sono ancora sicuri di quali possano essere gli effetti di lungo termine dell’utilizzo dei droni per indurre la pioggia artificialmente.
Chissà che non siano proprio gli esperimenti in Cina a sciogliere i dubbi in proposito.
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Aggiornato il 05/09/2025
