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Dietro le quinte delle riprese con i droni: Intervista a Valerio Marano di Italdron Air Service

di Redazione

Italdron Air Service Ã¨ un’azienda fondata nel 2018 da: Marco Barberini, Gianluca Rovituso e Valerio Marano. I tre soci sono stati pionieri dell’utilizzo degli UAV in diversi settori, tra cui quello delle riprese cinematografiche e di eventi. In questa intervista, il co-fondatore Valerio Marano ha raccontato a DronespectreMag alcuni dei progetti più interessanti a cui ha lavorato l’azienda, come le riprese aeree ai concerti dei Coldplay a Napoli e di Harry Styles a Reggio Emilia o le riprese per la serie Netflix interattiva “Scuola di sopravvivenza: Sfida al gelo” con Bear Grylls sulle Tre Cime di Lavaredo. Inoltre, Marano ha spiegato come Italdron Air Service sia riuscita a distinguersi per la sua capacità di creare soluzioni innovative che rispettano le normative più stringenti e consentono di ottenere i permessi indispensabili per operare in spazi affollati in sicurezza e con riprese di alta qualità.

Quali sono alcuni dei progetti cinematografici o eventi più interessanti e unici in cui Italdron Air Service ha avuto l’opportunità di lavorare utilizzando i droni?
Per quanto riguarda i progetti cinematografici, abbiamo avuto l’opportunità di seguire per tre anni una serie televisiva di Netflix, “Summertime”, che è stata girata sulla Riviera romagnola. In questi tre anni abbiamo avuto modo di adottare e sviluppare le tecnologie per filmare visto che, come tutti sappiamo, di anno in anno ci sono novità in ambito di qualità di sensoristica dei droni, di dimensioni e di pesi. Di conseguenza, abbiamo utilizzato la tecnologia migliore per ogni stagione.

Come progetto unico menzionerei una serie Netflix che si chiama â€œScuola di sopravvivenza: Sfida al gelo”. L’attore principale di questa serie interattiva, in cui l’utente può scegliere le azioni da far compiere al protagonista, era Bear Grylls. Con lui abbiamo lavorato sulle Tre Cime di Lavaredo. Il drone è stato utilizzato per fare sia delle inquadrature dinamiche a campo medio, che morbide a campo largo contestualizzando bene il territorio, e tenendo a mente che avremmo dovuto dare il tempo all’utente a casa di poter compiere delle scelte nel suo “percorso di sopravvivenza”.

L’altra peculiarità è che in un contesto così unico come le Tre Cime di Lavaredo, in cui ci si spostava in elicottero con una troupe internazionale, abbiamo usato il meglio che si potesse utilizzare all’epoca in termini di sensoristica di drone e versatilità: il DJI Inspire 2 Raw con camera X7, con una serie di ottiche intercambiabili per poter andare incontro alle esigenze del regista, Ben Simms, che ha anche avuto diverse nomination per questa serie. Questa è un’esperienza che ci portiamo senz’altro nel cuore.

Per quanto riguarda gli eventi, inizialmente non usavamo i droni, visto che abbiamo iniziato abbastanza presto e ancora la normativa non era chiarissima. Uno dei primi eventi a cui abbiamo lavorato è stato “Campovolo” di Ligabue nel 2015. All’epoca, i droni dovevano essere veramente molto grandi e pesanti per poter produrre riprese di una buona qualità e di conseguenza per noi troppo rischiosi, quindi abbiamo realizzato un pallone a forma di dirigibile pieno di elio, ingegnerizzando un sistema di stabilizzazione che potesse tenere una telecamera ad alta qualità. Questa tecnologia ha funzionato bene, perciò l’abbiamo riadattata in seguito nel 2019 per le riprese di tutto il tour “Jova Beach Party” di Jovanotti. I sistemi di stabilizzazione utilizzati su questo tipo di pallone sono assimilabili a quelli che vengono utilizzati sotto i droni. Quindi, per motivi di sicurezza, abbiamo preferito utilizzare un sistema che certamente non potesse cadere sul pubblico.

Adesso, le tecnologie in termini di sicurezza con i droni si sono evolute notevolmente e quindi quest’anno ci siamo sentiti sicuri nel proporre il drone per filmare una serie di eventi. Ci siamo occupati delle riprese per il concerto dei Coldplay allo stadio San Paolo di Napoli e per quello di Harry Styles all’Arena Campovolo di Reggio Emilia. Abbiamo anche filmato il concerto di Sfera Ebbasta all’Arena di Verona. Per questi contesti possono bastare anche sensori di qualità non altissima, al contrario di quelli che servono invece per il cinema. Ci sono dei droni che pesano meno di 1 kg, che però sono marchiati con una classe europea e che ci fanno sentire più confidenti nell’utilizzo.

Qual è il quadro normativo di riferimento e come viene applicato per garantire un lavoro svolto in sicurezza?
È importante tenere a mente che il divieto di assembramenti di persone è una regola che vale in tutta Europa. Il drone non può mai volare sul pubblico e bisogna sempre mantenere distanze di sicurezza che variano in funzione della dimensione del drone, del peso, della presenza di una marchiatura di classe europea, ma anche del tipo di attestati posseduti dal pilota. Infatti, la formazione si compone in più step e oggi in modo molto semplice si può ottenere un’attestazione A1/A3, l’A2 a seguire e infine la più rara ossia la formazione Specific, quella che permette di poter utilizzare droni più grandi e non avere gli obblighi di distanze che ci sarebbero con gli attestati A3. Nel momento in cui il pilota ha seguito un percorso formativo di un certo livello, acquisito un know how sullo showtime e utilizza un drone giusto, a nostro avviso è plausibile che venga utilizzato un drone anche in un contesto di evento.

L’altra considerazione da fare è che oggi in Italia filmare gli eventi risulta essere ancora una materia grigia, ovvero le competenze sono territoriali, delle questure, delle prefetture e per gli spazi aerei nazionali l’autorità di riferimento sono Enac e spesso l’Aeronautica Militare. In funzione delle località cambiano tantissimo le valutazioni di fattibilità sul poter volare o meno. Quindi il nostro approccio è sempre accogliere la richiesta del cliente ponendo una serie di limitazioni rispetto ai desideri dell’artista, del management o dell’agenzia che realizza lo show, perché per noi la sicurezza viene prima dell’artista, prima di tutti quanti. 

Quali sono i vantaggi principali delle riprese con i droni rispetto alle tecniche tradizionali?
Innanzitutto, ormai noi ci sentiamo di definire il drone una tecnica tradizionale, dato che siamo in questo campo da ormai dieci anni. Comunque, rispetto alla classica telecamera sul cavalletto, il primo vantaggio che dà il drone è quello di fornire delle riprese di contestualizzazione; quindi, si riesce a rappresentare in modo molto semplice un paesaggio, oppure un evento da lontano, o un allestimento. Diciamo che nell’ultimo periodo le tecniche più innovative sono quelle legate ai droni guidati in FPV che spopolano sul web, che sono droni che vanno molto veloce e che permettono di creare riprese molto dinamiche. Si guidano coi goggles. Diciamo che le riprese in FPV sono l’ultima frontiera in ambito di effetto wow per i droni. Vengono anche utilizzati per i contesti cinematografici, ma ancora raramente, perché questi droni non hanno ancora una qualità così elevata da poter essere utilizzata nel cinema, fatto salvo qualche nuovissima tecnologia. 

Quali sono le caratteristiche tecniche e le specifiche dei droni che si utilizzano per le riprese cinematografiche ed eventi?
Tra le caratteristiche dei droni che vengono utilizzati in ambito cinematografico c’è necessariamente l’alta qualità del sensore montato sotto al drone. Si parte come minimo da una risoluzione a 4K fino ad arrivare agli 8K. Inoltre, i droni devono girare in formati ad alta qualità. Si parte da un formato ProRes che può essere più che sufficiente per un contesto di eventi, fino a formati gergalmente chiamati Raw in ambito cinematografico, che sono molto pesanti e permettono di avere una definizione Gamma Dinamica e possibilità ampissime in post-produzione di correggere colori e fare fotoritocchi. Questa tipologia di droni che hanno 8K e possono filmare in Raw è veramente all’ultimo grido.

Invece per gli eventi dicevamo che sono più che sufficienti droni anche inferiori a 1 kg, ma gli artisti internazionali come minimo esigono che le riprese possano essere salvate in formato ProRes, che è un formato comunque superiore rispetto ai droni che abitualmente si trovano in commercio. 

Ci sono state circostanze in cui ci è stato chiesto di utilizzare droni cinematografici in contesti di eventi ma sono droni che pesano più di 4 kg e, a nostro avviso, sono ancora troppo pericolosi. Alla fine, un drone è un computer e tutti sappiamo che un computer ogni tanto si impalla e va in crash. Se il computer in questo caso vola ed è vicino a centomila persone preferiamo ridurre a zero il rischio di un malfunzionamento e quindi ancora non li proponiamo in contesti di eventi. 

Quali sono le future tendenze o innovazioni che potrebbero rivoluzionare ulteriormente il settore delle riprese di eventi con i droni?
L’unica innovazione che potrebbe rivoluzionare il settore delle riprese di eventi con i droni sarebbe un drone inoffensivo. Oggi si vedono tante riprese su internet di droni che volano sopra le persone durante gli eventi e sono tutte assolutamente illegali. Sono colleghi che in barba alle disposizioni normative europee e italiane se ne fregano e mettono a repentaglio non la vita, ma magari qualche occhio delle persone che si trovano sotto. Quindi, una rivoluzione in ambito eventi sarebbe la realizzazione di un drone inoffensivo che ancora ad oggi non esiste in Italia, che potrebbe permettere di operare in legalità e creare delle riprese di sicuro impatto in modo legale. 


Valerio Marano è co-fondatore di Italdron Air Service, un’azienda innovativa nel settore degli UAV (Veicoli Aerei a Pilotaggio Remoto) fondata nel 2018. Insieme a Marco Barberini e Gianluca Rovituso, Marano ha contribuito a rendere Italdron Air Service un’azienda pioniera nell’utilizzo di droni in diversi ambiti, tra cui, in particolare, le riprese cinematografiche e gli eventi speciali.

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Aggiornato il 09/21/2023

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