Articoli

Archeologia: drone Hydrus scopre un nuovo relitto nell’Isola di Rottnest

di Redazione

I droni dimostrano sempre più spesso la loro utilità nel settore dell’archeologia. Che si tratti di rilievi preliminari per gli scavi, esplorazioni non invasive di siti o archiviazione di dati per la conservazione, si dimostrano sempre più versatili. Grazie all’applicazione della tecnologia degli UAS (Unmanned Aerial Systems) a dispositivi sottomarini, anche i tesori del mare sono ora esplorabili dagli esperti.

È il caso di Hydrus, un piccolo drone sottomarino, che di recente ha aiutato il Western Australian Museum ad esplorare le profondità del cimitero di navi dell’Isola di Rottnest, riuscendo a scoprire e analizzare nel dettaglio una barca a vapore di epoca coloniale, di circa 64 metri, i cui resti erano sparsi per una vasta area del fondale.

Queste vecchie barche di ferro, racconta il curatore del museo, Ross Anderson, erano un pilastro del commercio Australiano, servendo da raccordo con le grandi navi a vapore che solcavano gli oceani.

L’area esplorata dal drone Hydrus è molto ricca di tesori subacquei, rimasti sui fondali sin dall’epoca d’oro del commercio tra Regno Unito e Australia, che copre gli anni tra il 1860 e il 1880.

L’utilizzo di dispositivi senza pilota nell’investigazione di questo sito è stato fondamentale nel ridurre i costi e migliorare tanto l’efficienza quanto la sicurezza delle operazioni. Il drone è riuscito ad ottenere delle immagini ad altissima risoluzione del relitto, che Anderson ha definito “inestimabili per la ricerca archeologica marittima”.

L’esplorazione di Rottnest rappresenta solo un primo test delle possibilità di esplorazione dei fondali dai 50 ai 200 metri dell’Oceano, di cui il 95% rimane ancora da mappare.

La tecnologia del drone Hydrus, infatti, può raggiungere profondità di 3000 metri mantenendo il segnale con la stazione di terra. La guida è completamente autonoma grazie ad un sistema di navigazione e comunicazione particolarmente avanzato.

Hydrus porta la rivoluzione dei droni sott’acqua, con i sistemi di navigazione e comunicazione più avanzati di qualsiasi veicolo subacqueo. Integrato con sistemi avanzati di posizionamento subacqueo come il Doppler Velocity Log (DVL), Ultra-short baseline acoustic positioning system (USBL) e Sistema di Navigazione Inerziale (INS), tale piccolo dispositivo garantisce una certa affidabilità e una buona trasmissione dati, grazie ad un modem acustico e ottico.

Grazie ai progressi importati dal mondo degli UAS, riesce anche a rilevare ostacoli e prevenire collisioni, una funzione essenziale nello scansione fondali pieni di sorprese.

Le immagini, invece, sono frutto di una telecamera in 4K, capace di ottenere 60 fotogrammi al secondo, che insieme ad una illuminazione dinamica e un software di intelligenza artificiale installato a bordo, permettono non solo una qualità visiva molto alta anche in acque buie o torbide, ma consente anche l’analisi e la classificazione di oggetti già all’interno del dispositivo.

Le survey effettuate con Hydrus potranno produrre anche nuvole di punte RGB 3D, combinando i dati della telecamera con i dati del sonar e dei sistemi di navigazione.

Questo tipo di tecnologie innovative, permettono di aprire nuove frontiere nell’archeologia e nello studio dei fondali, anche a profondità prima inaccessibili per questioni di costi e di sicurezza.

Riproduzione riservata © 2024 Dronespectremag

Aggiornato il 05/15/2024

Articoli correlati