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Drone svela la più grande incisione rupestre mai registrata

di Redazione

La tecnologia ha permesso al team formato dagli archeologi del Bournemouth University College di Londra e dai loro collegi della Universidad de los Andes di scoprire la più ampia collezione di arte preistorica al mondo.

Grazie a un drone, infatti, i ricercatori sono stati in grado di analizzare ben 14 pareti rocciose tra Venezuela e Colombia, rivelando questa impressionante collezione di opere monumentali, che includono l’incisione e di un serpente che supera i 40 metri di estensione, la più grande opera rupestre preistorica mai registrata finora.

Mappare questi siti, scoperti grazie alla collaborazione delle guide locali e dei nativi, ancora molto legati alle espressioni dei loro antenati, sarebbe stato estremamente più difficile senza l’applicazione sistematica della fotografia da drone, in grado di ottenere immagini dettagliate anche nei siti più impervi e pericolosi.

Non è la prima volta che i velivoli remoti vengono in soccorso dell’archeologia, sono infatti molti i casi in cui questi vengono utilizzati per ispezionare in maniera meno invasiva siti archeologici inaccessibile o molto delicati, tramite LIDAR, fotogrammetria o altri strumenti tecnologici.

Lo studio del team internazionale, finanziato dal Leverhulme Trust, dalla Society of Antiquaries of London, dall’Universidad de los Andes, dalla Fundación de Investigaciones Arqueológicas Nacionales (Colombia) e dalla British Academy, è stato pubblicato sulla rivista scientifica Antiquity e al suo interno gli autori hanno affermato l’importanza di proteggere questi siti monumentali, coinvolgendo la popolazione locale nella sua conservazione.

Sebbene sia difficile stabilire con precisione l’epoca di ciascuna incisione rupestre, i motivi fotografati dal drone risultano molto simili ad altri trovati su ceramiche della stessa area, suggerendo un’età di superiore ai 2.000 anni. Ciò apre una finestra sulle credenze e sulla vita dei popoli che abitavano questi luoghi in epoche remote, arricchendo il bagaglio di conoscenze che abbiamo sulle culture antiche del Sudamerica.

Un altro esempio di come le tecnologie che guardano al futuro, possono indagare i misteri del passato.

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Aggiornato il 06/10/2024

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