Nessun settore è immune dai “furbetti”, neanche quello dell’agricoltura, dove gli anni passati hanno visto diversi casi di “pirateria varietale”, ossia quel fenomeno che vede vivai e frutteti non autorizzati riempirsi di piante la cui varietà è protetta da norme europea e può essere utilizzata solamente da privati che l’hanno brevettata o da consorzi che rispettano determinati criteri.
Per prevenire questa strana forma di pirateria, le autoritĂ si stanno affidando ai droni, che con le loro capacitĂ di monitoraggio, possono permettere di individuare i frutteti “pirata” e tutelare così il mercato agricolo.
Recenti sperimentazioni hanno dimostrato una certa efficacia di UAS e IA nel tutelare le colture frutticole piĂą esposte a questo fenomeno, come l’albicocco e il pesco. Gli esperimenti, avvenuti in quindici aziende agricole in tutta Italia, su terreni e in zone climatiche differenti, hanno addestrato con successo gli algoritmi a riconoscere le varietĂ indipendentemente dalle pratiche agronomiche o dalle caratteristiche del suolo.
Ad esempio, per riconoscere l’albicocco, è stato utile misurare il “blush”, ossia la distribuzione del sovraccolore sulla buccia del frutto, come indicatore dell’identitĂ genetica. Oltre a questo parametro, i droni impiegati nei frutteti hanno permesso di mappare con precisione la densitĂ dei frutti e la conformazione delle foglie, parametri che l’IA ha incrociato per identificare le piante protette. Questo approccio ha reso possibile distinguere varietĂ simili, riducendo al minimo errori dovuti a osservazioni visive tradizionali.
Nel caso del pesco, la combinazione tra acquisizioni aeree e rilevazioni da terra si è rivelata determinante. I voli dei droni hanno garantito una copertura completa dei filari, mentre le scansioni ravvicinate hanno catturato dettagli minuti della forma e della buccia dei frutti, spesso differenze di pochi millimetri tra varietà libere e protette. L’integrazione di questi dati ha consentito di individuare con precisione porzioni di frutteto non dichiarate, fornendo alle autorità e ai costitutori prove geolocalizzate e verificabili.
Oltre a proteggere la ricerca genetica, il sistema introduce maggiore trasparenza nella filiera. Il monitoraggio automatizzato supporta legalità e correttezza, tutelando i produttori onesti dalla concorrenza sleale e aprendo nuove possibilità per la certificazione di conformità e l’aggiornamento dei catasti varietali in tempo reale.
Un’ulteriore riprova dell’utilitĂ dell’integrazione delle tecnologie UAS in agricoltura, che permettono non solo l’ottimizzazione delle colture, ma anche la garanzia della legalitĂ e della qualitĂ dei prodotti.
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Aggiornato il 01/20/2026
