Agricoltura

Droni in agricoltura: le regole da rispettare

di Redazione

L’agricoltura 4.0 è la nuova frontiera nello sviluppo di colture sostenibili grazie all’utilizzo di software che aiutano a prendere decisioni strategiche e grazie all’impiego di droni che effettuano monitoraggi di precisione e altre operazioni essenziali; ma usare nuove tecnologie significa anche seguire nuove regole.

Infatti l’utilizzo di UAS, come quello di qualunque altro mezzo a motore, è soggetto ai suoi regolamenti, alle sue limitazioni e autorizzazioni. Tutti coloro che vogliono entrare nel mercato dell’agricoltura di precisione, che secondo l’Osservatorio Smart Agrifood ha superato i due miliardi nel 2023, devono conoscere bene le regole di utilizzo dei droni sui campi, così da garantire la sicurezza delle operazioni ed evitare multe salate. Vediamo dunque le norme principali.

Innanzitutto i droni utilizzati devono essere sempre immatricolati, in maniera simile ad altri mezzi agricoli, come i trattori. Per farlo è possibile registrarsi presso il sito D-Flight, dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) e seguire i diversi passaggi per la registrazione delle macchine così come indicati. L’immatricolazione restituisce un codice QR da stampare e applicare sia sul drone che sul suo radiocomando.

Il QR fungerà da “targa” del drone e ne permetterà l’identificazione in caso di incidente o di qualsiasi altra evenienza che richieda di risalire al responsabile legale del mezzo.

Un’altra analogia con i mezzi di terra è l’obbligo di assicurare i droni contro eventuali danni a cose e persone. Per quanto sia molto raro che avvengano incidenti con UAS impiegati sui campi, tale obbligo è valido per tutti i dispositivi a pilotaggio remoto, indipendentemente dal loro uso.

Le compagnie assicurative offrono pacchetti specifici per questo tipo di macchine, che generalmente oscillano tra i 50 e i 300 euro. Le multe per chi utilizza dispositivi non assicurati, invece, possono arrivare fino a 30 000 euro.

Inoltre, i piloti dovranno essere abilitati tramite apposito patentino. Generalmente chi vuole impiegare i dispositivi in agricoltura avrà bisogno di un brevetto UAS A1-A3 in Categoria Specifica, o di delegare le operazioni a professionisti che abbiano tale abilitazione.

Infine è fondamentale assicurarsi di rispettare le regole e le limitazioni dello spazio aereo nazionale. Tale area comincia formalmente alla distanza da un centimetro da terra, perciò anche nel caso di voli su proprietà private varranno tutte le restrizioni della zona di spazio aereo nella quale ci si trova.

Per esempio, in aree sensibili, come vicino ad aeroporti o infrastrutture, sarà necessario chiedere il nulla osta della più vicina autorità aeroportuale dell’ENAC o, per aree di interesse strategico, all’Aeronautica Militare.

In ogni caso sarà vietato, oltre che poco utile per le operazioni agricole, sorvolare assembramenti di persone. In campi vicini ad aree a rischio, ad esempio quelle abitate o inurbate, bisognerà rivolgersi a Piloti Certificati che potranno chiedere le giuste autorizzazioni.

Per capire la tipologia di spazio aereo in cui ci si sta muovendo, ancora una volta sarà utile il portale D-Flight, dove sono consultabili le mappe locali e le eventuali restrizioni.

Osservare queste regole significa mettere al sicuro il proprio business e avere garanzie contro ogni forma di inconveniente.

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Aggiornato il 05/15/2024

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