Il mercato italiano dei droni marini e subacquei è in rapida espansione, con un valore che ha raggiunto i 76,2 milioni di euro nel 2023, rispetto ai 63,4 milioni dell’anno precedente, e proiezioni che puntano ai 203,9 milioni entro il 2030.
Un incremento che riflette il sempre maggiore interesse da parte di produttori e stakeholder per le tecnologie sottomarine e di superficie al servizio di diversi settori di mercato.
I robot sottomarini (UUV, Unmanned Underwater Vehicles) potrebbero arrivare a stimolare un mercato di 138,1 milioni di euro per il 2030, mentre i natanti senza equipaggio (USV, Unmanned Surface Vessels) toccheranno i 65,8 milioni.
Questi dati emergono dalle molte ricerche discusse durante l’evento Sea Drone Tech Summit 2024, presso il Polo Acquatico della Federazione Italiana Nuoto a Ostia tra il 29 e il 30 ottobre, che riunisce gli innovatori del settore provenienti tanto dal mondo dei privati quanto quello delle istituzioni.
La crescita del settore è sostenuta da diversi fattori strategici, come la recente istituzione del Polo Nazionale della dimensione Subacquea (PNS) della Marina Militare a La Spezia, che ha lanciato quattro bandi di ricerca con l’obiettivo di sviluppare nuove tecnologie sottomarine nazionali grazie alla collaborazione tra industria e istituzioni.
Coerentemente con questi trend, la ricerca di PwC Strategy& Italy evidenzia un notevole potenziale per i droni marini nel mercato commerciale, il cui valore ha raggiunto i 55,5 milioni di euro nel 2023 e potrebbe toccare i 145,1 milioni entro il 2030.
Si tratta di dati perfettamente in armonia con quanto avviene a livello globale, con un mercato internazionale dei veicoli e robot acquatici (USS, Unmanned Sea Systems) che potrebbe passare da 7,9 miliardi di euro nel 2024 a 18,6 miliardi entro il 2030.
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Aggiornato il 11/05/2024
