Ispezione e sopralluoghi

Droni e riforestazione: l’esempio di AirSeed

di Redazione

La tecnologia è un alleato prezioso nella lotta al cambiamento climatico. Lo dimostrano i molti impieghi di velivoli remoti e tecnologie di supporto alle decisioni nel rilevamento e nella mitigazione dei danni ambientali.

Tra questi troviamo l’esperimento di AirSeed Technologies, azienda australiana attiva anche in Sudafrica, che utilizza i droni per operazioni di riforestazione. Nata nel 2019 a Sidney, l’impresa riunisce diversi esperti nel campo dell’ecologia e della tecnologia e ha rivoluzionato il campo del ripristino delle aree disboscate grazie a una metodologia dell’80% più rapida dei metodi tradizionali.

La tecnologia messa a punto dalla compagnia integra funzionalità di machine learning, che permettono ai droni di mappare in maniera chiara i territori oggetto di riforestazione. A partire dai dati raccolti, vengono creati dei seed pods, contenitori che ospitano i semi delle piante da inserire nel terreno, insieme a tutti i nutrienti che servono loro sopravvivere. Dopo di che, i droni sono in grado, grazie a un programma di intelligenza artificiale, di piantare in autonomia i pods.

Tale tecnica ha permesso di raggiungere diversi risultati promettenti in Australia ed Africa, ma l’ambizione della AirSeed è quella di espandersi a livello mondiale, così da riuscire ad avere un impatto significativo sull’effetto serra e sulla salute degli ecosistemi.

Quel che è più interessante di questo approccio è che permette, grazie all’uso dei dati, di piantare solamente specie autoctone, secondo le esigenze specifiche di ciascun terreno.

I droni possono piantare fino a 40.000 baccelli di seme al giorno, raggiungendo anche zone remote e difficilmente accessibili con altri mezzi e diversificando fino a 16 specie diverse di piante per volo. Entro la fine del 2024, AirSeed aspira ad arrivare ad un ritmo di 100 milioni di semi all’anno.

Dopo la piantumazione, i velivoli continuano a contribuire all’analisi del territorio e permettono di monitorare l’andamento dell’operazione e di prendere decisioni strategiche per ottimizzarla.

Un’ulteriore dimostrazione del contributo che gli UAS possono dare al monitoraggio e al ripristino ambientale.

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