Ispezione e sopralluoghi

La base di droni sottomarini a Trieste

di Redazione

Nell’area dell’Adriaterminal nel Porto Vecchio di Trieste si trova un’innovativa flotta di droni sottomarini in grado di operare fino a tremila metri di profondità. Questa flotta, nota come programma Hydrone, è gestita dalla divisione Sonsub del gruppo Saipem e rappresenta una pietra miliare nell’avanzamento della robotica sottomarina

La presenza dei droni a Trieste non è casuale, spiega Mauro Piasere, Chief operating officer Robotics and Industrialized Solutions di Saipem: “È il nostro campo di esercitazione, un palcoscenico frequentemente visitato dai nostri clienti industriali internazionali”. 

Questi super-droni, chiamati Hydrone, operano in completa autonomia grazie all’intelligenza artificiale, muovendosi senza fili nei fondali oceanici. Con un ciclo di lavoro continuativo di 12 mesi, alternando 12 ore di attività e 12 ore di ricarica presso docking stations collocate sul fondale, questi droni sono in grado di apprendere e adattarsi autonomamente.


Il super-drone HydroneR, uno dei protagonisti di questa flotta, può operare fino a tremila metri di profondità, aprendo nuove opportunità per esplorazioni sottomarine e monitoraggio dell’ambiente marino.

I droni sottomarini di Saipem sono specializzati in varie missioni. Ad esempio, FlatFish può operare fino a tremila metri di profondità con navigazione autonoma, consentendo ispezioni marine ad ampio raggio. Piasere rivela che l’intelligenza artificiale di FlatFish ha dimostrato abilità notevoli nel manovrare anche in mezzo a una marea di meduse nel Golfo triestino.

Le missioni dei droni includono il monitoraggio della biodiversità marina, la sorveglianza dei porti e delle infrastrutture critiche, il monitoraggio ambientale, la protezione dei siti archeologici sottomarini e la mappatura dei fondali marini. La capacità distintiva di rimanere sul fondo del mare per un intero anno li rende estremamente efficienti e competitivi.

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Aggiornato il 02/27/2024

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