In occasione di Dronitaly 2024, evento di cui siamo Media Partner, Dmag ha intervistato Andreas Perotti, CMO Europe di EHang, leader globale nella tecnologia per la mobilità aerea urbana.
Perotti ci ha presentato l’EH216-S, modello di punta dell’azienda, che ha ottenuto il primo certificato al mondo per omologazione, produzione e aeronavigabilità standard per velivoli eVTOL senza pilota destinati al trasporto passeggeri, rilasciato dall’Amministrazione dell’aviazione civile cinese (guarda qui il nostro reel). Perotti ha, inoltre, condiviso con noi il suo punto di vista sulle principali sfide normative e di accettazione sociale da affrontare per lo sviluppo della Mobilità Aerea Avanzata.
Quali sono le sfide da affrontare quando si parla di percezione pubblica della Mobilità Aerea Avanzata?
«In fin dei conti non importa quello che penso io, ma quello che vediamo attraverso i dati. Perché ci sono molte ricerche e molti sondaggi condotti in merito e, naturalmente, possiamo notare una grande differenza nelle diverse fasce demografiche, nel senso che le persone più anziane hanno maggiori riserve quando si tratta di usare questa nuova tecnologia, mentre la generazione più giovane ha un approccio molto più positivo. Penso che tutti nella società vedano i vantaggi di non ritrovarsi più negli ingorghi del traffico, di avere un sistema di elicotteri disponibile e accessibile a tutti, di avere un modo green ed ecologico di volare usando motori elettrici. Tutti vedono questi vantaggi, naturalmente alcuni sono un po’ preoccupati, ma la maggioranza, come si vede chiaramente dai dati, è molto favorevole all’uso di questa tecnologia in futuro.
E, guardando indietro nel corso della storia, quando sono emersi nuovi mezzi di trasporto, è sempre stata una normale parte del processo che una parte della società avesse delle riserve, è del tutto legittimo. È per questo che dobbiamo andare dal pubblico, mostrare questa nuova tecnologia, renderla una cosa normale e far vedere alla gente che è reale, funziona ed è qui. E più si vola, più si lavora, più risulterà convincente anche per chi ha delle riserve. Ci sarà sempre qualcuno che non vuole usarla, persone che non salgono sugli aerei, che hanno paura di prendere l’autostrada in macchina, e ognuno dovrebbe usare il mezzo di trasporto che preferisce, ma sappiamo che la maggioranza è davvero molto favorevole».
Quali sono, secondo lei, le sfide e le opportunità dell’attuale contesto normativo, a livello mondiale e in Italia nello specifico, quando si parla di Mobilità Aerea Avanzata?
«Sono molte le sfide nell’ambito normativo. In primo luogo si tratta naturalmente della regolamentazione dell’aviazione nel suo complesso, che è uno dei campi più intensamente regolamentati rispetto a qualsiasi altro settore, e questo è un aspetto positivo perché nell’aviazione commerciale abbiamo raggiunto un altissimo livello di sicurezza, il più alto tra tutti i mezzi di trasporto. Naturalmente si tratta di un approccio che dobbiamo seguire anche nel settore degli eVTOL.
La domanda è se l’industria aeronautica sia l’unica rilevante, perché in fin dei conti non si tratta solo di un velivolo, ma anche di una macchina volante, di un mezzo di trasporto pubblico, parte della sharing economy, il che significa che qui si combinano diversi settori e discipline, a partire sicuramente dalla regolamentazione dell’aviazione. Allo stesso tempo, parliamo di una tecnologia per la quale non esiste uno storico su cui basarsi. È come quando venne costruita la prima metropolitana, non c’era alcuna esperienza precedente per sapere come fare, cosa regolamentare e quali fossero le minacce.
Ora possiamo solo guardare ad altri settori e cercare di imparare da lì, ma in fin dei contri stiamo costruendo qualcosa di completamente nuovo. Questo richiede molto coraggio, e naturalmente possiamo vedere che il processo ha diverse velocità a livello mondiale. Una cosa è chiara: tutte le autorità di regolamentazione a livello globale prendono molto seriamente la questione eVTOL e ci stanno lavorando. La FAA negli Stati Uniti, l’EASA in Europa, la CAAC in Cina e molte altre autorità di regolamentazione dell’aviazione credono davvero in questo tema e lavorano con un approccio molto serio alla regolamentazione degli eVTOL.
Come accennavo, siamo già certificati da CAAC in Cina e questo ci rende la prima azienda eVTOL certificata a livello globale. Il nostro obiettivo in questo momento è quello di identificare ed entrare in discussione con i Paesi che valuterebbero o convaliderebbero una certificazione CAAC, in modo da non cercare di ottenere altre certificazioni in parallelo perché questo richiede ingenti risorse, costa milioni di dollari e siamo ancora una azienda giovane che sta correndo una maratona, non uno sprint. Abbiamo identificato molti Paesi in cui possiamo lavorare con la certificazione già in nostro possesso e allo stesso tempo cerchiamo di imparare, di migliorare, per avvicinarci anche alle certificazioni in Occidente sul medio e lungo termine. Se mi chiedete delle tempistiche e quando arriveremo in Europa, direi nel prossimo decennio».
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Aggiornato il 10/16/2024
