Il connubio tra droni e agricoltura diviene un tema sempre più attuale alla luce delle crescenti sfide climatiche. Dopo le piogge intense che a inizio marzo hanno colpito l’Emilia-Romagna, gli agricoltori locali si sono trovati di fronte ad una situazione davvero difficile, con campi allagati, terreni asfittici e ogni mezzo tradizionale capace di apportare interventi bloccato dal fango.
Legacoop ha stimato che oltre 300 ettari di campi di grano hanno visto sementi marce e radici asfissiate e altrettanti sono in condizioni critiche. A soffrire non è stato solo il grano, ma molte delle colture locali, tutte essenziali per l’economia e l’alimentazione.
Di fronte a tali sfide, i droni hanno fornito l’unica risposta possibile per operare sui campi resi inaccessibili dal maltempo.
A Ravenna è stato avviato un esperimento che prevede l’utilizzo di velivoli customizzati per distribuire concimi su terreni altrimenti inaccessibili. Se i risultati saranno positivi, la sperimentazione con questi droni potrebbe essere estesa anche alle province di Forlì e Cesena, dove le condizioni risultano altrettanto critiche, con benefici per tutte le aree della Romagna colpite dal maltempo.
L’uso dei velivoli per la concimazione permette di intervenire senza aggravare la situazione con il peso dei trattori, che rischierebbero di affondare nel terreno saturo d’acqua. Inoltre, la rapidità di esecuzione consente di agire tempestivamente, riducendo il rischio di ulteriori perdite nelle colture già danneggiate. Questo approccio rappresenta un’opportunità concreta per rendere l’agricoltura più resiliente di fronte agli eventi climatici estremi, sempre più frequenti negli ultimi anni.
Confagricoltura Emilia-Romagna ha lanciato un allarme sul possibile ripetersi di tali fenomeni, e ha ribadito l’impotanza di sviluppare soluzioni strutturali per prevenire future emergenze, come sistemi di drenaggio più efficienti e impianti irrigui intelligenti, in grado di rispondere sia agli eccessi di pioggia sia alle condizioni di siccità .
In questo contesto i droni, da sempre alleati di un’agricoltura ottimizzata, basata sull’analisi dei dati e attenta al proprio impatto, potrebbero giocare un ruolo centrale.
L’esperienza ravennate potrebbe rappresentare un primo passo verso una nuova gestione dell’agricoltura, pronta alle più dure sfide presentate dai cambiamenti climatici.
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Aggiornato il 03/26/2025
