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Esplorare l’assenza di limiti. Intervista al pilota di rally, Tiziano Internò

di Redazione

21/10/2024

I droni stanno assumendo un ruolo cruciale non solo come strumenti di monitoraggio e gestione, ma anche come protagonisti di competizioni che spingono al limite le capacità della tecnologia. Ce ne ha parlato Tiziano Internò, pilota di moto da rally e fondatore di Rally POV, «una sorta di agenzia di comunicazione che ha raccontato in video il viaggio di un ragazzo da zero alla Dakar», come l’ha definita lui stesso.

Nel corso dell’intervista, oltre ad esplorare l’utilizzo della tecnologia dei droni nel settore del rally, Tiziano ci ha presentato ‘Centroprofondo’, l’evento che si svolgerà domani, 22 ottobre, alle 20 sui canali social di Rally POV, durante il quale «tenterò di raggiungere 42 metri di profondità in sella alla mia moto per segnare il nuovo record del mondo Deepest depth driven by a motorcycle underwater». Teatro dell’evento sarà la Y-40® The Deep Joy, la piscina con acqua termale più profonda del mondo.

Chi è Tiziano Internò e da dove nasce la passione per le moto e la subacquea?
«Sono un ragazzo di trentatré anni al quale piace esplorare l’eterogeneità di questo universo attraverso le sue passioni e il suo lavoro. Ogni giorno raccolgo piccoli fallimenti, ma anche piccoli successi, ogni giorno provo a imparare qualcosa senza incasellarmi in un ruolo o in un appellativo specifico. Se oggi mi chiedessi che lavoro faccio, ti risponderei l’esploratore.

La passione per la moto è strettamente correlata ai miei genitori, veri pionieri dei viaggi in moto in coppia. Mi regalarono la prima moto a sei anni senza mai, però, spingermi verso l’agonismo o un processo di allenamento specifico. La moto era, per lo più, un oggetto che osservavo e accarezzavo in garage 363 giorni all’anno. I due giorni rimanenti erano quelli in cui potevo utilizzarla in un qualche campetto di grano ed erano il regalo più incredibile che potessi desiderare. A quattordici anni, poi, con il primo cinquantino, il virus della passione ha iniziato a dilagare e a prendere il sopravvento nella mia esistenza.

Parallelamente, ho iniziato a coltivare la passione per il mare. Ho sempre amato immergermi con maschera e pinne e, all’età di 11 anni, presi il primo brevetto Scuba. Dopo qualche migliaio di immersione posso dire che le medesime sensazioni di presenza e centratura che trovo in moto le riscopro anche sott’acqua esplorando gli abissi di qualche lago o reef».

Dando spazio a una delle tue passioni, hai fondato un’agenzia che racconta il punto di vista dello sportivo: la Rally POV. Che tipo di strumentazioni utilizzate per mostrare le emozioni della strada nelle gare più adrenaliniche? Vi servite di droni?
«Rally POV nasce in una sera di Agosto 2019. Ero appena tornato da una gara di ultracycling senza assistenza da Torino a Caponord e volevo fissare la prossima sfida.

La scintilla arrivò chiara. La Dakar. Per evitare di finire a fare il finto-pilota in un viaggio di autocelebrazione del proprio ego ho però pensato di inventarmi qualcosa di nuovo per abbinare il mio percorso ‘dakariano’ al mio lavoro di comunicazione. È nata così una sorta di agenzia di comunicazione che ha raccontato in video il viaggio di un ragazzo da zero alla Dakar. Un racconto vero, senza filtri, con lacrime e fallimenti, con qualche osso rotto e, solo infine, dopo due anni, la tanto desiderata medaglia del traguardo.

Per produrre i nostri contenuti usiamo camere mirror-less, onboard camera, ma soprattutto droni. Il drone è, infatti, il modo migliore per raccontare le distese sconfinate del deserto, per dipingere e mostrare la varietà degli orizzonti che ogni giorno siamo chiamati a esplorare. Personalmente, amo viaggiare sempre con un piccolo DJI Mini nella giacca o nello zaino, fermarmi, anche in mezzo a una Prova Speciale, per registrare o scattare i pixel di un racconto in grado di emozionare e coinvolgere migliaia di persone».

Rally Pov è anche un punto d’incontro per gli appassionati di rally. Che tipo di community avete costruito e che ruolo hanno giocato i social network?
«Rally POV è una community digitale con milioni di account attivi durante la Dakar, ma, anche e soprattutto, una comunità fisica di appassionati che ama incontrarsi durante l’anno per condividere la propria passione attraverso viaggi, gare ed eventi.

I social sono stati sicuramente il mezzo rapido in grado di mettere in comunicazione e appassionare migliaia di persone, ma ritengo siano stati i momenti d’incontro, seppur più brevi, a suggellare un legame e un’amicizia che vanno ben oltre lo schermo di un telefono. Rally POV è oggi una comunità di appassionati forte e unita.

Devo ricordare che da quattro anni il progetto Dakar è possibile grazie, soprattutto, alle campagne di CrowdFunding che apriamo ogni dicembre per sostenere l’acquisto dei diritti TV e l’accredito del Team Media. Lo scorso anno sono stati raccolti più di 42.000 euro. Questo non è social media, questa è pura amicizia e passione!».

‘Centroprofondo’, è questo il nome che hai deciso di dare al progetto che unisce le tue più grandi passioni, la subacquea e la moto. Cosa succederà il 22 ottobre?
«Il 22 ottobre tenterò di raggiungere 42 metri di profondità in sella alla mia moto per segnare il nuovo record del mondo “Deepest depth driven by a motorcycle underwater”. L’occasione è quella di presentare la mia nuova compagna di viaggio per la Dakar 2025, ma la motivazione vera è quella di creare un evento completamente inaspettato e profondo, non solo nella quota d’immersione raggiunta. Vogliamo lasciare un segno nei cuori di tutte le persone che guarderanno l’evento in modo trasversale, senza alcun confine. Vogliamo ispirare tutte le generazioni attraverso un racconto che non sarà il superamento di un nuovo record, ma, al contrario, la celebrazione della vita e il superamento di tutti quelli che spesso chiamiamo limiti».

Da un punto di vista tecnico, in che cosa la moto che utilizzerai differisce da una normale moto da rally?
«L’allestimento della moto che utilizzerò è molto simile a quello che userò alla Dakar, almeno da un punto di vista estetico. C’è la torre porta strumenti, i serbatoi da 35 litri, lo scarico, il telaio e il forcellone, le ruote, ma la vera differenza sta nel cuore della moto. Al posto della benzina nei serbatoi abbiamo, infatti, inserito dei polmoni di aria in grado di regolare l’assetto della moto sott’acqua. Mediante un comando posto sul manubrio posso gestire il gonfiaggio/sgonfiaggio dei “polmoni” della moto modificando il galleggiamento del mezzo.

Inoltre, abbiamo installato un motore elettrico subacqueo ‘Teseo’ in grado di far muovere la moto sott’acqua mediante l’utilizzo di un acceleratore posto sul manubrio. Questa è sicuramente la vera chicca del progetto. La moto è in grado di volare sott’acqua! Non è facile, ma con un po’ di allenamento sono riuscito a fare cose impensabili al momento del concepimento dell’idea».

Da un punto di vista di sicurezza, invece, che tipo di preparazione hai dovuto seguire per allenarti a rimanere sott’acqua tutto questo tempo?
«Il piano di sicurezza è complesso, prevede tre livelli di attivazione in caso di problemi, ma il vero cuore del progetto è, sicuramente, l’esperienza accumulata in anni di pratica e migliaia di immersioni. Per quanto l’idea sia affascinante, senza un bagaglio di allenamento ed esperienza nulla sarebbe stato possibile».

Quali sono i parametri che stabiliranno il raggiungimento del record mondiale?
«Avrò installato sulla moto un profondimetro Mares e, al tempo stesso, altri due computer sui miei polsi che certificheranno la profondità raggiunta. Il Record, tuttavia, potrà dirsi raggiunto se e solo io resterò in sella alla moto stabilmente in tutta la fase di discesa e, soprattutto, in quella di risalita, molto più delicata e complessa».

Ilenia Colanero, Nicola Dutto, Fabrizio Pagani, Gianluca Genoni saranno parte di questo evento. Come li hai incontrati e che ruolo avranno in ‘Centroprofondo’?
«Come ho anticipato prima, l’evento ha come scopo quello di ispirare e raccontare una storia diversa da quella mainstream, una storia di superamento dei propri limiti e di abbattimento di tutte le barriere psicologiche e fisiche che la società tende ad appiccicarci.

Ilenia, Nicola, Fabrizio, Gianluca hanno tutti la loro storia, una storia di passione, una storia priva di limiti, una storia nella quale ognuno di loro ha ritrovato il proprio centro attraverso una ricerca personale inaspettata. Inutile provare a spiegare a parole cos’è davvero Centroprofondo. L’unico modo per scoprirlo è guardarlo con i vostri occhi il 22 ottobre alle 20 sui canali social di Rally POV».

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Aggiornato il 10/25/2024

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