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Il drone DJI con il paracadute

di Redazione

11/07/2025

Sembrava destinata a ritirare i propri prodotti dal mercato americano, invece ora potrà solcarli anche sopra le persone grazie al suo nuovo modello di paracadute: il colosso dei droni DJI può festeggiare una svolta dopo che la Federal Aviation Administration ha approvato il nuovo sistema AVSS PRS-M4S.

Il dispositivo, recentemente certificato, consiste in un piccolo paracadute compatibile con i modelli DJI Matrice 4 e Matrice 4 Thermal, entrambi generalmente utilizzati in operazioni professionali.

Fino ad ora, dispositivi del genere non potevano mai volare sopra eventuali persone coinvolte, ma il nuovo dispositivo di sicurezza cambia le carte in tavola, permettendo il volo in quella che la FAA definisce “Category 2″.

Ciò avviene nel pieno rispetto delle normative FAA ed in particolare della Part 107, che regola questi aspetti.

La certificazione apre a nuovi scenari per l’utilizzo dei droni in ambiti urbani in settori come la gestione dell’emergenza, la sicurezza pubblica e le ispezioni in ambienti complessi.

Il sistema PRS-M4S è il frutto di una stretta collaborazione tra AVSS e DJI, che da anni lavorano fianco a fianco per integrare soluzioni avanzate di sicurezza nelle piattaforme enterprise. Il dispositivo si distingue per la capacità di ridurre drasticamente l’energia d’impatto in caso di caduta, mantenendola sotto la soglia imposta dalla normativa americana. Si attiva automaticamente in caso di guasto, oppure manualmente da parte del pilota, ed è progettato per non interferire con le prestazioni di volo o la configurazione del drone.

Il dispositivo ha un costo tra i 2.500 e i 3.000 dollari, un investimento per i professionisti americani in termini sicurezza, e la chiave d’accesso a nuove opportunità operative.

L’approvazione del sistema di sicurezza permetterà agli operatori autorizzati di condurre missioni in zone popolate in sicurezza.

Attualmente la DJI non ha ottenuto certificazioni analoghe per il suo paracadute nel nostro continente, ma l’EASA sembra star monitorando con interesse l’implementazione di questo genere di soluzioni, aprendo alla possibilità di un simile scenario anche nell’Unione Europea.

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Aggiornato il 07/14/2025

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