Ispezione e sopralluoghi

Il drone porta alla luce frammenti di meteoriti

di Redazione

Un team di scienziati australiani ha utilizzato droni e tecnologie di intelligenza artificiale per effettuare il primo recupero di frammenti di meteoriti. La scoperta è avvenuta dopo che il 1° aprile dell’anno scorso una “palla di fuoco” è stata ripresa da telecamere appartenenti all’Australian Desert Fireball Network, un gruppo di ricerca associato al Centro di Scienza e Tecnologia Spaziale dell’Università Curtin a Perth.

Dopo aver analizzato le immagini, i ricercatori hanno determinato che i frammenti di meteoriti, di massa stimata tra 150 e 750 grammi, potevano essere sparsi in un’area di circa cinque chilometri quadrati nella pianura di Nullarbor in Australia Occidentale. Una squadra è stata inviata immediatamente per cercare i frammenti con l’aiuto di due aeromobili in soli quattro giorni.

Durante i primi tre giorni, un drone ha esplorato la zona con una fotocamera ad alta risoluzione (1,8 mm/pixel) e le immagini sono state caricate in un algoritmo di intelligenza artificiale addestrato a identificare oggetti insoliti a terra. Il team ha anche posizionato campioni di meteoriti conosciuti in vista del drone, in modo che il sistema potesse acquisire la loro immagine e utilizzarla durante la ricerca. Il processo consisteva nel dividere le foto in tessere di 125×125 pixel e analizzare eventuali oggetti rilevanti.

I meteoriti “ricercati” sono stati individuati prima che un altro drone venisse inviato per consentire ai ricercatori di effettuare un’indagine più approfondita. Da 5096 fotografie ottenute in 43 voli, eliminando i falsi positivi, l’algoritmo ha identificato quattro siti in cui era probabile che si trovassero i frammenti. Questo è stato seguito da una verifica sul campo da parte dei ricercatori.

Nel quarto giorno della missione, a Kybo Station, a meno di 50 metri dalla traiettoria di caduta prevista, è stato rinvenuto un meteorite di 5x4x3cm e 70g, soprannominato DFN 09. Le prime analisi suggeriscono che potrebbe essere di tipo condrite, con un percorso che lo ha portato ben oltre Marte, verso l’orbita di Giove.

Lo studio intitolato “Successful Recovery of an Observed Meteorite Fall Using Drones and Machine Learning” è stato pubblicato da Seamus L. Anderson, Martin C. Towner, John Fairweather, Philip A. Bland, Hadrien A. R. Devillepoix, Eleanor K. Sansom, Martin Cupak, Patrick M. Shober e Gretchen K. Benedix, e riporta il primo recupero di una caduta di meteorite fresco con l’utilizzo di un drone e un algoritmo di intelligenza artificiale.

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Aggiornato il 05/15/2024

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