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Il no del governo ai vertiporti: Advanced Air Mobility a rischio?

di Redazione

L’introduzione di taxi volanti e di vertiporti dedicati a diverse forme di Advanced Air Mobility è uno dei temi più caldi per gli appassionati e i professionisti del mondo di droni negli ultimi anni.

L’ENAC e l’EASA infatti puntano molto sull’uso di velivoli elettrici a decollo e atterraggio verticale (eVTOL) per trasformare la viabilità a livello europeo.

Certo non mancano le sfide in termini di sicurezza ed efficienza energetica, ma nel suo Piano Strategico Nazionale Advanced Air Mobility (AAM) 2021-2030, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile aveva fissato obiettivi molto ambiziosi, puntando ad una introduzione dei taxi volanti entro le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.

Un recente parere del Governo sulla materia, però, rischia di vanificare queste ambizioni e di rallentare il progresso italiano nel settore.

Il 15 maggio scorso, infatti, durante una seduta della Camera dei Deputati, il Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, ha fornito parere negativo alla Mozione 1/00283, presentata dall’Onorevole Giulia Pastorelli per conto del Gruppo parlamentare AZIONE-POPOLARI EUROPEISTI RIFORMATORI-RENEW EUROPEA.

Questa mozione tentava di promuovere iniziative a favore dell’Advanced Air Mobility italiana, con i fini di ridurre le emissioni inquinanti e promuovere spostamenti più sostenibili, tramite la costruzione di vertiporti e la nascita di iniziative di ricerca. Come argomenti a favore di questa linea di intervento, essa citava gli studi dell’Osservatorio droni e mobilità aerea avanzata del Politecnico di Milano, che ha evidenziato una crescita del 23% del mercato italiano dei droni professionali nel 2023, con un valore di 145 milioni di euro e oltre 650 imprese attive nel settore.

Il parere contrario alla mozione da parte del Vice Ministro sembra essere in diretto contrasto con il Piano dell’ENAC, che per essere realizzato necessiterà di una solida rete di vertiporti, frutto di circa 532,5 milioni di euro tra nuove costruzioni e adattamenti di strutture esistenti.

Le ragioni del no del Governo non sono del tutto chiare al momento ed hanno suscitato le perplessità di diversi attori del settore.

Il parere negativo del Governo potrebbe avere ripercussioni significative sul futuro della mobilità aerea avanzata in Italia, che invece al momento ha le risorse e le competenze per essere pioniera nell’adozione delle soluzioni di A.A.M. in Europa e fare il primo passo verso una piena decarbonizzazione.

Resterà da vedere se verrà instaurato un dialogo su questo argomento con il Governo e quali saranno le prossime evoluzioni dopo la spiacevole sorpresa.

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Aggiornato il 05/31/2024

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