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Il primo drone con “sistema nervoso”

di Redazione

05/11/2024

Una nuova importante innovazione promette una svolta nel campo dei droni, grazie all’ultima tecnologia sviluppata da un team di ricercatori dell’Università di Southampton, nel Regno Unito. È nato infatti il primo drone in grado di monitorare la sua struttura e rilevare il suo stato e i suoi movimenti, come fa il sistema nervoso periferico negli animali.

A permettere questo nuovo sviluppo è l’integrazione di un network sensoriale in fibra ottica, che permette alle informazioni di viaggiare in forma di luce, invece che come impulso elettrico, evitando così i problemi di interferenza elettromagnetica che solitamente complicano l’applicazione di questo tipo di reti.

Uno degli sviluppatori della tecnologia, il Dr. Chris Holmes dell’Optoelectronics Research Centre ha affermato che grazie a questo “sistema nervoso”, il drone può registrare le sollecitazioni meccaniche e tradurle in segnali visivi grazie ad una tecnica definita “delle macchie ottiche” (speckle), che permette di rilevare ed interpretare in tempo reale i segnali provenienti dalla struttura del drone.

Questo rende l’utilizzo del drone estremamente più sicuro ed efficiente l’impiego dei velivoli remoti, specialmente in operazioni emergenziali, in cui le squadre di terra potrebbero rilevare e monitorare eventuali danni o segni di usura, senza dover interrompere le operazioni per ispezioni manuali.

In effetti il primo test di questo di sistema, supervisionato dal Dr Bob Entwistle, è avvenuto proprio su un prototipo di drone testato per trasporto di attrezzature salvavita in situazioni di crisi, registrando buoni risultati. Il leader del team di sviluppo, Toby King-Cline ha definito quella delle operazioni in emergenza, una piattaforma ideale per testare e applicare questo tipo di tecnologia.

Ma tale innovazione potrebbe, sul lungo termine, migliorare l’efficienza anche dei droni ad uso commerciale, impattando settori quali la logistica e il monitoraggio ambientale.

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Aggiornato il 01/24/2025

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