Monitoraggio

Immortalare i fondali grazie ai droni subacquei

di Redazione

05/09/2024

Esplorare i fondali per produrre documentari è diventato più facile grazie all’utilizzo di droni subacquei. Filmare nelle profondità marine può essere un’attività molto complessa e dispendiosa, che richiede sub addestrati in grado di evitare i pericoli, lunghi periodi di riprese e costi per l’ossigeno, i carburanti e le assicurazioni che possono diventare molto elevati.

Dopo aver introdotto nuovi approcci alle ispezioni dei fondali e di strutture sommerse, dunque, i dispositivi remoti acquatici possono apportare il loro contributo anche al mondo della cinematografia subacquea, molto utilizzata nel mondo della divulgazione scientifica.

I droni subacquei offrono sicuramente molti vantaggi in questo settore, permettendo agli operatori di filmare da remoto senza correre rischi per via della pressione esercitata dal mare, eventuali malfunzionamenti delle attrezzature e di interazioni con la fauna dei fondali. Ciò si traduce anche in un abbattimento dei costi di realizzazione dei documentari, non sempre il genere cinematografico che riceve più investimenti.

Dal 2021 molti filmati subacquei della Black Whale Pictures ad esempio, sono stati realizzati con il Boxfish Luna, un dispositivo a fibra ottica leggere resistente all’acqua salata, collegata perennemente alla barca di supporto che permette al pilota di manovrare il drone fino a 3000 metri.

Telecamere avanzate, come la Sony A7SIII e la Sony α1, e un dome ottico di precisione permettono di ottenere immagini subacquee molto chiare, con filmati in risoluzione 4K ProRes RAW e fotografie fino a 50 MP.

L’uso dei droni subacquei apre la possibilità di produrre documentaristica a costi molto inferiori a quelli tradizionali, oltre ad aumentare l’efficiente e ridurre i rischio per la cinematografia subacquea. Con il continuo sviluppo di questa tecnologia, è possibile che la divulgazione scientifica riesca ad abbattere drasticamente i costi di produzione, arricchendo il nostro baglio di conoscenza sul 70% del nostro pianeta.

Riproduzione riservata © 2024 Dronespectremag

Aggiornato il 09/05/2024

Articoli correlati