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In Svezia, defibrillatori in volo per salvare vite umane

di Redazione

A dicembre dell’anno scorso, un uomo di 71 anni in Svezia ha ricevuto un regalo di Natale anticipato consegnato da un drone: la possibilitĂ  di continuare a vivere. Mentre stava spalando la neve davanti casa sua a Trollhättan, provincia di Västergötland, ha subito un arresto cardiaco. Un passante, il dottor Mustafa Ali, ha subito prestato i primi soccorsi. Poco piĂą di tre minuti dopo, prima che arrivasse l’ambulanza, è giunto il drone.

“Stavo andando al lavoro all’ospedale locale quando ho guardato fuori dal finestrino della macchina e ho visto un uomo crollare nel suo vialetto”, ha ricordato il Dott. Ali. “Ho capito subito che qualcosa non andava e mi sono precipitato ad aiutarlo. L’uomo non aveva polso, ho iniziato a fare la RCP [rianimazione cardiopolmonare] chiedendo a un altro passante di chiamare, nel frattempo, il 112. Pochi minuti dopo, ho visto qualcosa volare sopra la mia testa. Era un drone con un defibrillatore”. Il drone ha “rilasciato” un defibrillatore semiautomatico (DAE) con istruzioni su come utilizzarlo. Il dottor Ali ha utilizzato il DAE e ha continuato a prestare i primi soccorsi durante il trasporto in ambulanza. La velocitĂ  del soccorso ha salvato la vita dell’uomo.

L’utilizzo di droni per fornire defibrillatori a pazienti con problemi cardiaci ovunque si trovino è il risultato di una collaborazione attiva dal 2019 tra la startup svedese Everdrone AB, il Centro per la scienza della rianimazione dell’Istituto Karolinska (KI), il servizio di emergenza SOS Alarm Sverige AB e la Regione Västra Götaland. Attualmente, questo servizio può raggiungere 200.000 persone in Svezia e si prevede che quest’anno si espanderĂ  in piĂą localitĂ  europee.

Andreas Claesson, associato del KI, ha dichiarato a Euronews che SOS Alarm riceve quasi 6.000 segnalazioni di arresto cardiaco ogni anno, ma purtroppo solo circa il 10% dei pazienti sopravvive. “Sappiamo che se si utilizza un DAE entro i primi tre, cinque minuti, circa il 50% dei pazienti può sopravvivere”, ha dichiarato il Professor Claesson.

“Non riesco a esprimere a parole quanto sono grato a questa nuova tecnologia e alla consegna rapida del defibrillatore. Se non fosse stato per il drone probabilmente non sarei qui”, ha raccontato l’anziano. “Questa tecnologia deve essere implementata ovunque; gli arresti cardiaci improvvisi possono capitare a chiunque, non solo agli anziani con arteriosclerosi”.

Un articolo pubblicato sull’European Heart Journal dimostra che il 95% dei droni, in caso di emergenza, arriva in modo rapido e sicuro. Anche le persone senza formazione medica sono in grado di utilizzarlo. Una volta collegato al paziente, il defibrillatore automaticamente rileva il suo ritmo cardiaco e eroga scariche solo se rileva un arresto cardiaco.

Come funziona il drone?

Quando la centrale operativa EMADE (acronimo per Everdrone’s Emergency Medical Aerial Delivery) di Everdrone riceve un allarme di emergenza, i piloti si preparano per l’invio del drone. In meno di 60 secondi, il drone è in volo e i piloti lo monitorano da remoto con l’autorizzazione del controllo del traffico aereo locale. Durante la consegna, il drone si abbassa a circa 30 metri e rilascia il defibrillatore.

“Un sistema autonomo che può avviarsi istantaneamente e non ha problemi con il traffico sarà molto più veloce di un’ambulanza”, ha dichiarato Maciek Drejak, CTO e fondatore di Everdrone all’Euronews. “Serve in ogni caso un’ambulanza per poter prendersi cura del paziente, ma se si riesce a consegnare il DAE anche solo pochi minuti prima, il guadagno è enorme. La probabilità di sopravvivere diminuisce di circa il 10% di punti al minuto, quindi ogni minuto conta. Anzi, ogni secondo”.

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