Quasi cento comuni del Lazio saranno presto sorvolati da un nuovo «occhio elettronico» grazie al progetto Polizia Locale 4.0, un’iniziativa che segna un cambio di passo decisivo nel modo in cui si svolgono il controllo del territorio e le attività di sicurezza urbana. Con una cerimonia ufficiale svoltasi nella sala Tirreno della Regione Lazio, sono stati consegnati 94 droni e i relativi attestati di pilotaggio agli agenti incaricati: uno dei più ampi programmi di formazione e dotazione tecnologica mai realizzati per le polizie municipali italiane.
La Regione ha investito non soltanto nell’acquisto delle apparecchiature, ma soprattutto nella professionalizzazione del personale, riconoscendo come la sicurezza moderna richieda competenze aggiornate, capacità tecniche e strumenti avanzati. «Questi droni sono fondamentali per individuare roghi tossici, abusi edilizi, discariche e illeciti ambientali, ma anche per garantire la sicurezza durante grandi eventi», ha sottolineato l’assessore regionale Luisa Regimenti, rimarcando l’obiettivo di rispondere in modo più efficace alle esigenze dei cittadini.
Il progetto si distingue per la sua struttura completa: non un semplice corso, ma un percorso formativo specialistico, sviluppato dall’ATS HeliFlyUAS Formazione, composta da Heliworld, Flyscabris, Btm Formazione e dall’Università di Cassino e del Lazio Meridionale. «La Regione ha compiuto un investimento lungimirante», ha commentato la portavoce dell’ATS Antonella Piccinno, evidenziando come l’iniziativa proietti la sicurezza urbana nel futuro.
Gli agenti formati hanno conseguito un set di certificazioni europee rilasciate da Flyscabris Srls (Ente Riconosciuto ENAC n.061), comprendente le qualifiche OPEN A1/A3 e OPEN A2, indispensabili per operare in contesti urbani complessi. Il passo più significativo è però l’abilitazione agli Scenari Standard (STS), che consente di effettuare operazioni più rischiose senza dover richiedere autorizzazioni per ogni singolo volo. Ciò permette attività ripetitive e delicate, come la sorveglianza di infrastrutture critiche o il monitoraggio di vaste aree.
Fondamentale l’apporto dell’Università di Cassino, che ha curato la formazione giuridica, garantendo che gli agenti conoscano le normative relative all’acquisizione e all’uso delle immagini come prove, nel rispetto della privacy. Ogni partecipante ha inoltre ricevuto tre crediti formativi universitari.
Grazie a questa nuova flotta e a un corpo di piloti qualificati, la Polizia Locale del Lazio si propone come un modello nazionale nell’utilizzo dei droni per la sicurezza pubblica: una polizia più moderna, più efficiente e capace, davvero, di guardare tutto dall’alto.
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Aggiornato il 11/21/2025
