Interviste

D-Flight, servizi con droni in Italia: parla Cristiano Baldoni

di Redazione

D-Flight gestisce l’unica piattaforma in Italia che si occupa dell’erogazione di servizi per velivoli a pilotaggio remoto e per tutti gli altri tipi di velivoli classificati come unmanned aerial vehicles (UAV). In questa intervista a Cristiano Baldoni, Chief of Business Systems Integration di D-Flight, approfondiremo la missione e i servizi dell’azienda, con un focus sullo sviluppo del controllo del traffico aereo per i droni.

Discuteremo inoltre il mercato dei droni in Italia e in Europa, le sfide che deve affrontare e i vantaggi che i droni offrono a diversi settori, tra cui l’agricoltura e la logistica. Esploreremo inoltre come D-Flight stia lavorando per migliorare la sicurezza e l’efficienza nell’uso dei droni attraverso i suoi servizi e le sue partnership.

Qual è il principale obiettivo di D-Flight? In che modo la società sta sviluppando il controllo del traffico aereo per i droni?
«L’obiettivo di D-Flight è creare le condizioni affinché i mezzi UAS possano essere utilizzati in modo efficace dall’industria e dalla società civile per realizzare processi logistici aerei in sicurezza, con il minimo impatto ambientale e il massimo ritorno economico.

D-Flight ha predisposto un portafoglio di servizi per facilitare l’impiego dei mezzi UAS in sicurezza. Stiamo affrontando il percorso di certificazione per accreditarci come fornitori di servizi U-Space, in conformità alla normativa 664 entrata recentemente in vigore. Forniamo anche i servizi regolamentati di registrazione e pubblicazione della geografia UAS per conto dell’ENAC, l’autorità nazionale competente. I servizi U-Space (Network Remote Identification, Traffic Information, Flight Authorisation e Geoawareness dinamica), sebbene non ancora certificati, sono già accessibili e utilizzabili sulla nostra piattaforma web dai nostri utenti».

Come sta evolvendo il mercato dei droni in Italia e in Europa? Quali sono le principali sfide che D-Flight sta affrontando in questo settore?
«È un mercato ancora molto di nicchia. Cresce il parco volante, ma i mezzi UAS sono ancora prevalentemente utilizzati per intrattenimento a uso personale. L’industria sta progressivamente acquisendo esperienza e l’impiego dei mezzi UAS è sempre più comune, in particolare nel campo dell’osservazione, rilievo, manutenzione degli impianti e sorveglianza. Le operazioni sono però quasi sempre limitate alla categoria OPEN: piccoli mezzi UAS impiegati in VLOS da un operatore sul campo, a diretto contatto visivo con il mezzo. Sono operazioni che non richiedono servizi o infrastrutture dedicati, analoghi a quelli di Air Traffic Management, per i quali è stata originariamente pensata D-Flight. La sfida è dunque continuare ad investire per creare le condizioni affinché operazioni più complesse possano avere luogo, e quindi creare le condizioni perché sia ben percepito il valore aggiunto dei servizi di Unmanned Traffic Management, o U-Space, e quindi ritagliarsi una fetta adeguata di questo futuro mercato».

Quali sono i principali vantaggi che l’uso dei droni può offrire a diverse industrie, come ad esempio l’agricoltura o la logistica?
«L’impiego dei mezzi UAS nei processi industriali può contribuire in maniera importante alla digitalizzazione e alla decarbonizzazione. In molti processi, i mezzi UAS a basso consumo e basso impatto ambientale possono sostituire mezzi di trasporto terrestri o aerei più inquinanti, come nel caso degli elicotteri, per le ispezioni delle reti (di elettricità, di gas, di comunicazione, autostrade, ferrovie, eccetera). Consentono l’accesso e l’osservazione di luoghi altrimenti difficilmente accessibili o in ambienti ostili o particolarmente pericolosi (pensiamo ai vulcani, alle centrali nucleari, ecc). Offrono un punto di osservazione privilegiato dall’alto, con sensori capaci di analisi spettrali molto ampie. In agricoltura, è possibile definire lo stato di ogni singola pianta in una vasta piantagione, determinarne lo stato di idratazione e di salute e, infine, con lo stesso mezzo UAS, intervenire localmente per conferire alle piante in deficit gli opportuni integratori. Si chiama agricoltura di precisione, e gli UAS sono tra i principali abilitanti».

Come sta contribuendo D-Flight a rendere l’uso dei droni più sicuro e efficiente?
«I nostri servizi consentono un uso consapevole dei mezzi UAS. Attraverso la piattaforma D-Flight, l’utente – sia esso un privato cittadino o un soggetto industriale – può pianificare un uso corretto del mezzo UAS e valutare se è necessario richiedere autorizzazioni per il suo impiego. I nostri servizi di consulenza sono a disposizione delle aziende per valutare i casi d’uso, la profittabilità e i processi autorizzativi necessari, avviare e supportare sperimentazioni sul campo, predisporre le indispensabili valutazioni del rischio attraverso le metodologie standard approvate dall’autorità per l’aviazione civile italiana (ENAC) e dall’EASA, i processi di selezione e di acquisto delle piattaforme UAS più appropriate. Attraverso alcune partnership, possiamo anche arrivare a erogare un servizio chiavi in mano».

Quali sono i principali strumenti tecnologici e software che D-Flight sta utilizzando per il controllo del traffico aereo dei droni?
«D-Flight ha pubblicato un ICD che consente, a chi è interessato, di inviare la posizione e l’identità del mezzo UAS ai server di D-Flight, attraverso la comunicazione LTE o satellitare. Questo può avvenire direttamente dal mezzo, dalla Ground Control Station o da un sistema più complesso di fleet management. Le informazioni ricevute, nel pieno rispetto del GDPR, vengono ribattute verso i client D-Flight tramite il servizio di Traffic Information, consentendo un progressivo aumento della Situational Awareness dello spazio aereo, anche a bassi livelli di volo, attualmente fuori dalla sorveglianza radar tipicamente a carico dell’ANSP nazionale. La suite D-Flight API Bridge consente l’integrazione dei servizi di D-Flight in applicazioni terze, in modalità B2B o M2M. Infine, il nostro servizio di Drone Detection consente alle aziende di proteggere i propri asset dall’impiego malevolo o scorretto degli UAS da parte di terzi».

Come sta contribuendo l’azienda all’innovazione tecnologica in questo settore?
«Come già detto, stiamo contribuendo alla realizzazione delle condizioni tecnologiche e dei presupposti di sicurezza tali da consentire l’uso routinario dei mezzi UAS in modalità BVLOS, e in prospettiva, in modalità autonoma. Siamo particolarmente convinti che l’impiego in modalità “AUTONOMA” o “AUTOMATICA” dei mezzi UAS sia la chiave per l’uptake del mercato dei servizi UAS, sia quelli verticali (servizi con i droni) che quelli orizzontali (servizi per i droni). Quest’ultimo è l’oggetto centrale del nostro piano industriale».

In che modo ENAV sta lavorando con altre organizzazioni nazionali e internazionali per sviluppare standard comuni per il controllo del traffico aereo dei droni? Quali sono le principali sfide che si stanno affrontando in questo ambito?
«ENAV e D-Flight sono fortemente impegnati nei programmi di ricerca e sviluppo europei, in particolare sotto l’egida di SESAR. Siamo partner del grande progetto di dimostrazione U-Elcome, che coinvolge Italia, Spagna e Francia. Siamo attivi nei principali gruppi di standardizzazione EUROCAE, ecc. Il tema principale è l’interoperabilità dei sistemi. Per far funzionare lo U-Space, sarà necessario consentire la libera circolazione di ingenti quantità di informazioni attraverso protocolli che permettano scambi tra diversi soggetti di natura estremamente variegata, nel pieno rispetto dei principi di security, privacy, trustability, latency, ecc».

Quali sono le prospettive future per il controllo del traffico aereo dei droni? Quali sono le principali sfide e opportunità che si prospettano per l’industria dei droni e per D-Flight in particolare?
«La densità dei mezzi UAS in volo all’interno di una medesima finestra spazio-temporale è destinata ad aumentare. Con essa aumenterà la domanda di servizi che consentano l’impiego dello spazio aereo in sicurezza per tutti gli utenti che abbiano titolo per accedervi. Prospetticamente, con l’avvento dell’advance air mobility, il sistema sarà chiamato a consentire il trasporto di persone a bordo di mezzi aerei elettrici ed autonomi. Tecnologie, infrastrutture e servizi idonei dovranno essere per allora completamente sviluppati, testati, validati e pronti per essere impiegati operativamente».


Cristiano Baldoni è Chief of Business Systems Integration di D-Flight. Laureato in ingegneria aeronautica, ha iniziato la sua carriera come ESA’s Young Graduate Trainee presso il Centro europeo per la ricerca e la tecnologia spaziale (ESTEC). È stato ingegnere operativo di veicoli spaziali per la missione Infrared Space Observatory (ISO) e dal 2000 lavora per l’ENAV, l’Ente Nazionale per l’Assistenza al Volo, ricoprendo ruoli manageriali. Nel 2019 è stato nominato amministratore delegato di D-Flight, società del Gruppo ENAV per lo sviluppo di UTM (Unmanned Aerial Vehicles Traffic Management).

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Aggiornato il 05/15/2024

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