Ph credits: London Ambulance Service
Un aiuto tecnologico che permetterà al London Ambulance Service, di salvare persone a rischio annegamento senza mettersi in pericolo in prima persona. Parliamo dell’integrazione di una flotta di droni sub all’interno delle operazioni della Hazardous Area Response Team, la squadra dedicata ai soccorsi in scenari più complessi.
Può risultare strano in un ambiente urbano, ma la presenza di specchi d’acqua, canali e del Tamigi fa sì che Londra veda circa 40 chiamate all’anno per rischio annegamento. In scenari simili, i paramedici devono occuparsi sia del soccorso in acqua, che di stabilizzare le condizioni del paziente in caso di anossia, shock o altre casistiche.
Grazie a quattro veicoli subacquei senza pilota, però, l’intervento potrebbe diventare più agevole e meno rischioso per gli operatori. A gettarsi in acqua infatti sarebbe il drone, progettato per agganciare la persona in difficoltà con un braccio meccanico appositamente progettato e portarla in salvo, così da lasciare solamente l’intervento medico al personale umano.
A guidare il soccorso c’è un dispositivo di ecolocalizzazione, mentre otto motori testati nelle ben più impetuose acque del Galles garantiscono la stabilità del mezzo durante il trasporto.
Si tratta della prima volta in cui mezzi di questo tipo vengono sperimentati in ambito urbano e il loro pieno utilizzo sta richiedendo delle sessioni di addestramento del personale presso il Lee Valley White Water Centre.
Secondo i paramedici stessi, i droni sub potrebbero riuscire a velocizzare non poco le operazione, permettendo di salvare più vite con meno rischi.
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Aggiornato il 08/24/2026
