Agricoltura

Olivair, il drone romano progettato per la raccolta delle olive

di Redazione

Attualmente, gli strumenti più utilizzati per la raccolta delle olive sono gli scuotitori. Si tratta di trattori dotati di un braccio meccanico che aggancia il tronco dell’albero e, scuotendolo, provoca la caduta delle olive. Tuttavia, questo attrezzo presenta diversi limiti: non funziona bene in zone in pendenza, è estremamente lento e può danneggiare la pianta. Inoltre, per alimentare il motore di questo strumento è necessario usare carburante, che contribuisce all’inquinamento ambientale.

Un drone, chiamato Olivair, potrebbe rivoluzionare il processo di raccolta delle olive. Questo drone è capace di far cadere le olive grazie al vento prodotto dalle sue eliche. Olivair è uno dei cento progetti di ricerca e innovazione più importanti al mondo, selezionati per il Prototypes for Humanity di Dubai.

Il drone si posiziona sopra gli ulivi e crea le condizioni necessarie per espellere selettivamente i frutti quando raggiungono il punto ideale di maturazione, agendo in modo preventivo e permettendo così di evitare sprechi. Da un punto di vista economico, la velocità di raccolta e la possibilità di raggiungere anche le zone scoscese consentono di stimare un aumento dei profitti di circa il 30%. Inoltre, trattandosi di un dispositivo elettrico, si riduce l’inquinamento.

L’idea di Olivair è nata direttamente sul campo. Diana Zagarella, CEO e cofounder di Olivair, possiede un uliveto che appartiene alla sua famiglia da generazioni. Il gruppo di ricerca, composto da Diana Zagarella, Dario Marroccu e Giacomo Longaroni, è nato all’interno del percorso di formazione Dock3, organizzato dall’Università degli Studi Roma Tre. Durante questo percorso, attraverso interviste ad oltre trenta olivicoltori, è stato possibile constatare la reale necessità di un prodotto simile sul mercato.

Così, il team ha progettato un quadricottero grande e potente con un diametro di 2,5 metri. Le sue caratteristiche tecniche permettono di provocare la giusta vibrazione sui rami semplicemente volando sopra gli alberi. Questa azione dall’alto consente di ovviare a tutte le problematiche legate alla morfologia del terreno che, ad oggi, impediscono l’azione di trattori con scuotitori meccanici e rendono, di fatto, molto complessa la raccolta nelle zone scoscese, che costituiscono il 35% degli uliveti a livello globale.

Nella squadra è stato recentemente incluso Alberto Zagarella, analista finanziario, che ha revisionato il business plan e validato il mercato. Il progetto è stato seguito fin dall’inizio dal professor Umberto Iemma, docente di costruzioni aeronautiche presso il Dipartimento di Ingegneria di Roma Tre, che ha controllato gli aspetti tecnici del progetto, come lo sviluppo concettuale, la fase di sperimentazione sul campo e l’analisi del rischio necessaria per conformarsi alle normative vigenti.

Alla fase di prova hanno contribuito anche Alessandro Lidozzi, professore associato di macchine e azionamenti elettrici, e Jacopo Serafini, ricercatore di meccanica del volo. L’avanzamento del progetto prevede la progettazione del drone nei prossimi mesi, in seguito ai test sperimentali effettuati sul campo lo scorso ottobre, grazie ai quali l’idea è stata brevettata e premiata da Lazio Innova con un assegno di 10mila euro.

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Aggiornato il 05/15/2024

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