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RadHawk: il drone italiano che scova le radiazioni

di Redazione

29/12/2025

Ph credits: INFN

Il primo volo di RadHawk segna un passo importante nell’impiego dei droni per applicazioni scientifiche e ambientali ad alta complessità. Nato dalla collaborazione tra la Sezione INFN di Ferrara e DroneLab, questo velivolo intelligente è stato progettato per identificare in tempo reale sorgenti radioattive, integrando capacità di volo autonomo e strumenti avanzati di misura in un unico sistema compatto ed efficiente.

Installare un semplice rivelatore di radiazioni su un drone non è di per sé un’operazione complessa. La vera sfida, affrontata con successo dal team di progetto, è stata quella di far dialogare l’avionica del velivolo con l’elettronica di uno spettrometro gamma, creando un sistema di misura integrato, autonomo e affidabile anche in condizioni operative difficili. RadHawk è il risultato di un trasferimento tecnologico che ha messo insieme l’esperienza scientifica dell’INFN e la capacità industriale di una realtà imprenditoriale italiana come DroneLab.

Al centro del progetto c’è il lavoro di ITALRAD dal Laboratorio di Tecnologie Nucleari Applicate all’Ambiente dell’INFN di Ferrara. Grazie alle tecniche di spettroscopia gamma applicate a piattaforme aeree, il drone è in grado di riconoscere radionuclidi naturali, come potassio-40, uranio-238 e torio-232, e isotopi artificiali come il cesio-137, spesso associato a incidenti nucleari. Centinaia di ore di test in volo hanno permesso di ottimizzare peso, consumi ed efficienza degli strumenti di bordo, rendendo RadHawk una piattaforma altamente performante.

Il sistema è dotato di un’elettronica intelligente capace di elaborare i dati direttamente a bordo, dialogare con la centralina di volo e trasmettere le informazioni a un server remoto. In questo modo, operatori e utenti autorizzati possono visualizzare in tempo reale, da computer o smartphone, mappe dettagliate della radioattività delle aree sorvolate. Una caratteristica che amplia notevolmente le possibilità di utilizzo operativo del drone.

RadHawk è pensato per operare in contesti complessi e potenzialmente pericolosi, come siti di stoccaggio di rifiuti nucleari e medicali, impianti industriali, discariche, giacimenti minerari, zone contaminate e centrali nucleari. Particolare attenzione è rivolta alla gestione dei rifiuti NORM, la cui produzione è in costante aumento a livello globale, e per i quali la caratterizzazione radiologica in situ tramite sistemi robotizzati rappresenta una soluzione sostenibile ed economicamente vantaggiosa.

Il passaggio da prototipo a prodotto commerciale è stato reso possibile anche grazie alla collaborazione con CAEN S.p.A., partner con cui il drone sarà distribuito sui mercati internazionali. RadHawk rappresenta così un esempio concreto di innovazione italiana, nata dall’incontro tra ricerca pubblica e impresa, e dimostra come tecnologia avanzata e applicazioni reali possano tradursi in soluzioni utili per la sicurezza e la tutela dell’ambiente.

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Aggiornato il 12/30/2025

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