Anno nuovo, nuove restrizioni. O almeno è così nel Regno Unito, dove con l’entrata del 2026 sono ufficialmente entrate in vigore le modifiche al Drone and Model Aircraft Code della CAA, l’autorità britannica per l’aviazione civile, che ridefiniscono requisiti per i piloti, obblighi di registrazione e standard tecnici dei velivoli.
Se fino all’anno passato le isole britanniche avevano regolamenti ancora conformi a quelle dettate dall’EASA, l’organismo europeo che gestisce gli spazi aerei, ora la Brexit è giunta anche nei cieli, portando ad una stretta sulle normative ed un serio inasprimento delle pene per i trasgressori.
La novità più rilevante è quella che regola il peso oltre il quale è obbligatorio richiedere un Flyer ID, abbassato dai “canonici” 250 grammi ai 100 grammi, indipendentemente dalla destinazione d’uso del mezzo e dalla categoria commerciale. Una scelta molto restrittiva, che darà non pochi grattacapi ai turisti europei che vorranno visitare il Regno Unito con i loro droni.
Accanto al Flyer ID rimane il requisito dell’Operator ID. Quest’ultimo è obbligatorio se il drone pesa almeno 100 grammi ed è dotato di videocamera, oppure se supera i 250 grammi a prescindere dai sensori.
Il nuovo quadro normativo britannico crea quindi un equilibrio particolare tra maggiore severità sulla formazione del pilota e maggiore flessibilità per i micro-droni più leggeri. L’attenzione della CAA sembra concentrarsi soprattutto sulla fascia sub-250 grammi, oggi sempre più performante e diffusa anche in ambito amatoriale.
Dal punto di vista tecnico, il Regno Unito introduce una propria classificazione dell’hardware dei droni: tutti i nuovi droni immessi sul mercato dovranno riportare una marcatura di classe UK, dalla UK0 alla UK6. Le attuali marcature europee di classe C resteranno utilizzabili solo in regime transitorio fino al 31 dicembre 2027.
Restano simili all’impostazione europea le categorie operative A1, A2 e A3, basate sul livello di rischio e sulla distanza dalle persone. Tra le altre novità spiccano l’obbligo del Remote ID per diverse classi e, per il volo notturno, l’introduzione della luce verde lampeggiante, che dovrà essere installata anche aftermarket se non presente di serie.
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Aggiornato il 01/13/2026
