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Roma Drone Conference 2022, le innovazioni del mercato e il trasporto di materiali bio-sanitari

di Redazione

Il 8 novembre scorso si è svolta l’ottava edizione della Roma Drone Conference, evento annuale dedicato ai professionisti del settore UAS (Unmanned Aerial Systems) in Italia, presso l’Università Europea di Roma.

La sessione mattutina è stata aperta dalla tavola rotonda “L’Italia dei droni 2022: bilancio e prospettive“. Durante la discussione sono state esposte la situazione attuale del settore, le problematiche riscontrate, le soluzioni adottate, i nuovi regolamenti e le attività in corso a livello nazionale per lo sviluppo del settore. Tra i relatori presenti durante questo primo slot sono intervenuti: Carmela Tripaldi, Direttore Ricerca e Sviluppo Nuove Tecnologie e Aerospazio di ENAC, che ha illustrato le attività di ENAC nei settori UAS e AAM; Cristiano Baldoni, Head of Business System Integration di D-Flight, che ha discusso delle attività e prospettive dell’azienda; Bruno Franchi, Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV); Marco De Francesco, consigliere di amministrazione, CABI Broker di assicurazioni, che ha illustrato il mercato assicurativo italiano per il settore UAS; l’Ingegnere Andrea Fanelli, membro del board di AOPA Italia – Divisione APR e Gabriele Capomasi, Director Strategy& PwC Italia.

Durante la conferenza, Capomasi ha illustrato i risultati del primo report annuale “Advanced Air Mobility – Italian Market Study & Recommendations for the National Ecosystem realizzato da Strategy&, la business unit di consulenza strategica di PwC Italia. Sono emersi dati interessanti: il mercato italiano dell’Advanced Air Mobility (AAM) raggiungerà un valore di 1,8 miliardi di euro nel 2030, ovvero cinque volte il valore attuale di 363 milioni, grazie all’impiego sempre più diffuso di droni e nuovi velivoli elettrici a decollo e atterraggio verticale. Nel prossimo futuro, il mercato italiano dell’AAM avrà una crescita notevole in diversi settori, come quello dell’acquisizione di immagini e dati (da 201 milioni di euro quest’anno a 690 milioni nel 2030), del trasporto passeggeri (da 8 a 663 milioni), della difesa (da 111 a 319 milioni), della movimentazione di merci (da 41 a 158 milioni) e del lavoro aereo (da 3 a 9 milioni).

Inoltre, il report prevede che gli investimenti italiani per la ricerca e sviluppo nel settore dell’AAM raggiungeranno i 267 milioni di euro nel 2030, ovvero più del doppio rispetto agli attuali 106 milioni, destinati in particolare all’acquisizione di immagini e dati (dai 44 milioni di euro di quest’anno ai 93 milioni del 2030), al trasporto passeggeri (da 8 a 63 milioni), alla difesa (da 37 a 71 milioni), alla movimentazione di merci (da 16 a 38 milioni) e al lavoro aereo (da 1 a 2 milioni).

Sono state formulate raccomandazioni per accelerare e coordinare la crescita del mercato dell’AAM in Italia, basate sui dati raccolti. In particolare, si suggerisce di supportare l’implementazione della “roadmap” italiana, che si basa sul Piano Strategico Nazionale 2021-2030 per l’AAM predisposto dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC); rafforzare l’ecosistema italiano dell’AAM, potenziando la collaborazione tra i vari attori pubblici e privati; sfruttare le opportunità di finanziamento pubblico disponibili in ambito nazionale ed europeo per l’AAM; e sviluppare i fattori chiave del mercato dell’AAM, migliorando la gestione dei finanziamenti e la collaborazione con le istituzioni.

La sessione pomeridiana è stata incentrata sul tema de “Il trasporto con UAS di materiali biosanitari“. Durante la sessione sono state approfondite le prospettive per il trasporto urgente di materiali biomedici e sanitari con UAS, un settore dell’Urban Air Mobility che sembra essere destinato a decollare presto in Italia. Tra gli intervenuti c’erano Riccardo Delise, Process Manager UAS e Mobilità Aerea Avanzata di ENAC, che ha parlato di normative, esperienze e prospettive; Luigi Brucculeri, Research & Innovation di D-Flight, che ha illustrato il ruolo dell’azienda in termini di progetti e sperimentazioni di droni per il delivery sanitario; e Fabio Carturan, Responsabile dei Servizi Speciali e Formazione Emergenza della Croce Rossa Italiana, che ha spiegato come la CRI si stia inserendo nel campo dell’attività UAS con progetti specifici per il delivery, insieme ad altri rappresentanti di imprese e operatori impegnati in prima linea nella realizzazione di sperimentazioni nel settore.

In generale, è emerso che anche in Italia il trasporto d’urgenza di materiali medici e biosanitari con droni sta prendendo piede. Sono già state effettuate le prime sperimentazioni, che hanno dimostrato la possibilità di trasferire velocemente farmaci, campioni biologici, vaccini e sangue tra ospedali e strutture sanitarie distanti anche di decine di chilometri, senza ricorrere all’impiego delle tradizionali automediche, che sono più costose e spesso ostacolate dal traffico intenso delle grandi città.

Durante il convegno sono stati illustrati alcuni dei progetti realizzati durante gli scorsi mesi o in corso d’opera. In particolare, Leonardo in collaborazione con Telespazio e D-Flight ha organizzato due voli con altrettanti droni ad ala fissa e a decollo e atterraggio verticali (VTOL, Vertical Take-Off and Landing), il primo in collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e il secondo con la Regione Lazio e Aeroporti di Roma. È stato anche presentato il Progetto Corus Xuam, coordinato da ENAV, D-Flight e DTA, per testare il trasporto di materiale sanitario tra l’aeroporto di Grottaglie e l’Ospedale di Manduria, in provincia di Taranto; il Progetto Seuam del SIS 118 per il trasporto urgente di un defibrillatore automatico; il Progetto Delivery della Croce Rossa Italiana per lo sviluppo di un drone che potrà imbarcare emoderivati e farmaci salvavita, ma anche beni di prima necessità per piccole comunità isolate; l’INDOOR della Fondazione DOT e del Politecnico di Torino per il trasporto di organi; e il Flying Forward 2020 dell’Ospedale San Raffaele di Milano per l’invio di materiale biomedicale.

Il convegno ha inoltre messo in evidenza la creazione di nuovi droni progettati specificamente per il delivery sanitario, come il Radon della Dronus e il Beluga di Eurolink Systems e Università Cusano. Sono state presentate anche sofisticate capsule a temperatura e atmosfera controllate per il trasporto di sacche di sangue e organi sui droni, come la Philotea di Carpitech, la Smart Capsule di ABzero e la Flying Box di Air Abruzzo. Tra le novità presentate, è stato menzionato il Progetto Hangar di ADPM Drones, un sistema sofisticato per il controllo automatico delle missioni dei droni, in grado di ospitare e ricaricare le batterie del drone prima e dopo il volo.

In sintesi, una giornata ricca di spunti interessanti per un settore in continua evoluzione, che cerca soluzioni innovative e tecnologiche per ottimizzare tempo, risorse e denaro. Il trasporto con droni di materiali bio-sanitari sta guadagnando terreno anche in Italia, con molte sperimentazioni in corso e un interesse crescente da parte di imprese e istituzioni pubbliche.

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