Ricerca e soccorso e individuazione di dispersi. Queste le attività al centro della sessione intensiva di addestramento che dal 18 al 20 ottobre ha visto i piloto di droni dei Vigili del Fuoco della Toscana riunisci a Cavriglia, in provincia di Arezzo.
Le tre giornate, che si sono tenute nell’area della Centrale Elettrica di Santa Barbara, hanno avuto come fulcro il potenziamento delle competenze operative dei Vigili del Fuoco nelle attività di ricerca e soccorso, con particolare attenzione alle tecniche di individuazione di persone disperse e all’utilizzo delle più recenti tecnologie di supporto aereo, inclusi i droni.
Le esercitazioni si sono aperte con una fase di addestramento su quad in un percorso non preparato, ricavato all’interno della cava dove abitualmente si svolgono corsi di guida in condizioni estreme. Qui i partecipanti hanno affrontato salite e discese ripide, guadi e dossi, mettendo alla prova la capacità di controllo dei mezzi in ambienti difficili. Successivamente, i piloti hanno potuto testare la nuova configurazione del dispositivo Lifeseeker installato sul drone quadricottero DJI Matrice 300, insieme alla rinnovata interfaccia del software di gestione.
Il Lifeseeker, spiegano i Vigili del Fuoco, funziona come un ponte radio di telefonia in grado di individuare il segnale del cellulare di una persona dispersa, grazie a una procedura che utilizza i dati forniti dai gestori telefonici.
Durante l’addestramento è stato introdotto anche l’utilizzo della piattaforma cloud DJI FlightHub 2, che consente la gestione centralizzata delle operazioni con i droni, dalla pianificazione delle missioni di ricerca e soccorso al controllo remoto delle camere e allo streaming video in tempo reale. I 17 piloti partecipanti sono stati suddivisi in equipaggi che si sono alternati tra la pianificazione delle missioni sulla piattaforma e le attività di volo operative, simulando diverse tipologie di intervento per la ricerca di dispersi.
La formazione ha incluso anche l’addestramento all’uso del dispositivo di vincolo, che permette l’impiego di un drone da sei chili dotato di un payload ad alta risoluzione e alimentato tramite cavo, garantendo un lungo tempo di stazionamento in quota e la possibilità di operare in sicurezza in aree urbane. Alla conclusione delle attività ha preso parte anche l’ingegner Marco Frezza, direttore regionale dei Vigili del Fuoco, che ha assistito alle prove e incontrato il personale pilota SAPR, sottolineando l’importanza di un costante aggiornamento tecnologico per migliorare l’efficacia degli interventi di emergenza.
Riproduzione riservata © 2024 Dronespectremag
Aggiornato il 10/22/2025
