Un velivolo capace di restare in volo per 90 giorni senza mai atterrare. Non è fantascienza, ma l’obiettivo dichiarato di SkyDweller Aero, l’azienda statunitense che ha appena completato con successo un test di tre giorni consecutivi in volo con il più grande aereo-drone a energia solare mai costruito. Con un’apertura alare di 73 metri – più di un Boeing 747 – e un peso ridottissimo (160 volte inferiore al jumbo jet), lo SkyDweller ha dimostrato di poter volare giorno e notte grazie alle sue 17.000 celle fotovoltaiche, raggiungendo quote fino a 13,6 chilometri.
Il test, realizzato in collaborazione con la Marina Militare degli Stati Uniti e il Naval Air Warfare Center (Nawcad), è durato 73 ore. Un risultato che, secondo gli esperti, apre scenari rivoluzionari: questi droni solari potrebbero sostituire in alcune applicazioni i satelliti, garantendo sorveglianza persistente a costi ridotti. “Lo SkyDweller non solo è rimasto in volo, ma ha gestito decisioni autonome in tempo reale e si è adattato a condizioni meteo turbolente”, ha spiegato Marco Vicenzino, consulente strategico del progetto.
Durante il giorno, i pannelli solari alimentano quattro motori elettrici e ricaricano le batterie, che forniscono energia durante la notte. Una soluzione che consente al velivolo di restare in volo ininterrottamente, riducendo drasticamente la dipendenza dal carburante. Per il Comando Sud degli Stati Uniti, lo SkyDweller potrebbe rivelarsi prezioso nel monitoraggio del traffico di droga, nella sicurezza dei confini e nelle operazioni marittime in America Latina e nei Caraibi.
Il progetto, sviluppato a Nichols Hills in Oklahoma con il supporto dell’italiana Leonardo, ha già accumulato quasi 220 ore di volo. Ma l’obiettivo resta ambizioso: raggiungere i 90 giorni continuativi. “Le prestazioni del velivolo lo permettono – sottolinea il CEO Robert Miller – stiamo lavorando per rendere i sottosistemi ancora più affidabili”.
Il Dipartimento della Difesa USA guarda con grande interesse a questa tecnologia: in scenari di conflitto, dove i rifornimenti di carburante potrebbero essere impossibili o troppo rischiosi, droni a energia rinnovabile garantirebbero un vantaggio strategico decisivo.
Ma gli impieghi non si limitano al settore militare. Secondo gli ingegneri, soluzioni simili potrebbero presto trovare applicazione anche nella protezione civile, nei soccorsi durante le calamità naturali, nel monitoraggio ambientale e persino nell’aviazione commerciale. In Italia, il Politecnico di Torino lavora già su un progetto parallelo, “Amelia”, sviluppato dal Team Icarus con il sostegno dell’ex astronauta Maurizio Cheli.
La sfida è aperta: il futuro del volo sostenibile è già cominciato, e i droni solari potrebbero diventarne i protagonisti assoluti.
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Aggiornato il 09/18/2025
